UNETERNAL CITY

BIENNALE - Venezia

ABET LAMINATI sponsor di  Uneterrnal city,
XI Mostra Internazionale d’Architettura, Venezia 2008
 
In occasione dell’XI Mostra Internazionale di Architettura dal titolo Out There: Architecture Beyond Building, diretta da Aaron Betsky e organizzata dalla Biennale di Venezia, ABET LAMINATI diventa sponsor.
Già direttore del Netherlands Architecture Institute (NAI) di Rotterdam, uno dei più importanti musei e centri di architettura del mondo, e dallo scorso anno direttore del Cincinnati Art Museum, Aaron Betsky, intende questa Biennale come un occasione per discutere e incoraggiare la sperimentazione di strutture effimere, visioni di un mondo migliore. Questa Biennale non vuole proporre soluzioni astratte a problemi sociali, ma intende vedere se l’architettura, sperimentando nella e sulla realtà, può offrire forme concrete e immagini seduttive. All’interno della Biennale, ABET LAMINATI diventa parte attiva sponsorizzando Uneternal city, una particolare sezione dedicata alla città di Roma. A trent’anni da “Roma interrotta”, Aaron Betsky ha chiesto a dodici studi di progettazione italiani ed internazionali di immaginare nuovamente la città di Roma.
 
Sabato 18 ottobre, presso l’Artiglieria dell’Arsenale, si terrà una conferenza (che vedrà la partecipazione di Abet Laminati) all’interno della quale, oltre ad incontrare gli architetti progettisti della sezione Uneternal city che presenteranno i singoli lavori, si accompagnerà la distribuzione del numero monografico “Paesaggio Urbano”, ed. Maggioli.
 
I progetti di Uneternal city si propongono di verificare il tema generale sotteso all’intera Biennale applicandolo al territorio metropolitano: che cosa è l’urbanistica oggi? La mostra intende verificare nuovi strumenti per la trasformazione della città contemporanea.
I progetti interrogano la realtà della città di Roma: lavorano in aree periferiche, territori senza forma, terre di mezzo: luoghi dove quartieri abusivi si alternano a vuoti urbani; residui di paesaggio naturale interrompono densi tessuti fisici ed umani: lì dove le relazioni sociali e spaziali sono insolite, indefinibili o semplicemente difficili da inquadrare. I progetti colgono il carattere confuso e vitale di queste aree non per negarlo, ma per cercare di renderlo esplicito e consapevole.
All’interno di questo scenario ogni studio di progettazione ha scelto un’area o un tema da affrontare; nessun progetto propone visioni globali o totalizzanti, piuttosto operazioni progettuali contagiose e dilaganti, che percorrano strade non ancora battute, che sfruttano e rappresentano, nuovi spazi e tessuti urbani. L’immagine che vuole emergere è quella di una Roma del futuro, dove gli architetti aprono nuovi punti di osservazione sul paesaggio, modificando la realtà con la propria idea e la propria visione, spesso critica, a volte incantata. La partecipazione all’iniziativa sarà inoltre estesa a personalità dell’ambiente cinematografico, sociologico e della letteratura, alla ricerca di altre forti sensibilità che estendano la prospettiva della ricerca.
 
Progetti a cura di (in ordine alfabetico) BIG – Bjarke Ingels Group (Copenhagen), Centola&Associati (Salerno - Roma), Clark Stevens-New West Land (Topanga, California), Delogu Associati (Roma), Giammetta&Giammetta (Roma), Koning Eizenberg Architecture (Santa Monica, California), Labics (Roma), MAD office (Pechino - Tokyo), n!studio (Roma), Nemesi (Roma), t-studio (Roma), West 8 (Rotterdam - Brussel).
 

ABET LAMINATI S.p.A.

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