Prosegue negli anni Settanta l’interessante percorso del laminato alla ricerca di interpretazioni diverse. Trini Castelli, Sottsass, Sowden, Superstudio e Archizoom sviluppano, in collaborazione con ABET LAMINATI, il concetto di “superficie neutra”, libera cioè da qualsiasi condizionamento culturale: il laminato, in quanto privo di tradizioni, è materiale ideale per la ricerca di nuove stimolazioni percettive.
Importanti anche i progressi tecnologici compiuti, primo fra tutti la messa in funzione nel 1972 della più grande pressa di quei tempi, la prima e unica in Europa a 36 piani che produce laminati ad alta pressione garantendone i più alti standard qualitativi.
ABET LAMINATI amplia enormemente le possibilità di utilizzo del laminato lanciando una serie di prodotti come Lumiphos, primo fluorescente nato dalla collaborazione con Castelli, la Serie Metalli, moderni laminati specchianti e opalescenti, Permakleen - licenza della General Eletric - per pavimenti sopraelevati, e, infine, Folden, a bassa pressione e prodotto in continuo.
Tanti negli anni Settanta gli appuntamenti importanti che segnano l’ascesa del laminato ABET a scelta decorativa più che possibile.
Oltre oceano, poi, per la prima volta nel 1972 il M.O.M.A. di New York riconosce la vitalità del design italiano dedicandogli una grande mostra e ABET LAMINATI, promotrice storica del rapporto industria-design, è tra i principali sostenitori dell’iniziativa.
Infine, nel 1977, insieme a un gruppo scelto di industrie italiane specializzate, ABET LAMINATI promuove “Colordinamo 77”, un centro studi sull’uso e le capacità espressive del colore, che, attraverso mostre, seminari e manuali, intende diffonderne la cultura.