L’imponente opera della città Ospedaliera di Avellino ha finalmente acquisito la completa strutturazione funzionale e architettonica. Fulcro del nuovo centro ospedaliero la piazza, intesa come luogo di incontro, è caratterizzata da imponenti disegni di Ugo Nespolo realizzati su 24 pannelli MEG in stampa digitale prodotti da ABET LAMINATI.
Con 800 posti letto l’ospedale si configura in un modello a sviluppo radiale. Tutte le aree funzionali sono alimentate da “streets”, percorsi interni che si diramano dal nucleo centrale (la piazza) alle varie corti di evocazione urbana.
Connettivo primario che razionalizza i flussi e si identifica come luogo di socializzazione la piazza di forma circolare, sviluppata dallo studio TD&Z di Lecce, ospita sulle alte pareti che ne definiscono la forma i decorativi di Ugo Nespolo. Fedele al dettato delle avanguardie storiche di portare l’arte nella vita, Nespolo, la cui produzione si caratterizza per un’accentuata impronta ironica, ha realizzato per l’ospedale dei decori brillanti e colorati. Da sempre alla ribalta della scena artistica italiana, Nespolo, che in un primo momento aveva pensato di progettare delle immagini in tema con il soggetto ospedaliero, ha deciso di abbandonare l’idea della malattia e di cavalcare quella che è il filon ruoge del suo lavoro: celebrare la vita. La mise en scene è dunque un inno alla vita, una vita giocosa e colorata fatta di fiori, animali, musica, case e tutto quello che fa parte della quotidianità di ogni essere umano.
Progettato secondo un modello ospedaliero a sviluppo orizzontale di ispirazione anglosassone, il connubio tra tecnologia e umanizzazione assume particolare valenza nella piazza centrale, fulcro funzionale e simbolico del modello tipologico adottato. La copertura del luogo ha rappresentato per i progettisti una vera e propria sfida per ragioni sismico-strutturali, architettoniche e di contestualizzazione all’interno di un invaso cilindrico caratterizzato da facciate vetrate ed elementi strutturali a vista. L’idea consiste in una lente vetrata, concava verso l’alto, distaccata dalle facciate con apertura-impluvio centrale. La struttura in acciaio verniciato bianco con puntoni sagomati, travi portanti reticolari, orditura secondaria costituita da anelli concentrici con “ragni”inox che supportano le lastre di vetro stratificato è spezzata nella sua rigorosa monocromia progettuale dai decori ABET LAMINATI realizzati su MEG.
Laminato ad alta pressione (HPL), MEG è autoportante. Con superficie decorativa adatta all’esposizione per ambienti esterni, resistente alla luce e alle intemperie, è costituito internamente da uno o più strati di fibre cellulosiche impregnati con resine fenoliche e superficialmente da uno o più strati di fibre cellulosiche con funzione estetica impregnati con resine termoindurenti. Materiale durevole, disponibile in un’ampia gamma di colori, dotato di elevate prestazioni tecniche, MEG viene utilizzato come rivestimento di facciate, balconi, arredo urbano, segnaletica esterna ed è soprattutto indicato per la realizzazione di facciate ventilate.
Decorato tramite l’uso di stampa digitale, MEG si trasforma in quest’occasione in una variopinta tavolozza di colori diventando opera d’arte. Pezzi unici, i decori studiati e voluti da Ugo Nespolo, diventano parte integrante della piazza che si propone come luogo di orientamento, sosta, socializzazione, di identità e di umanizzazione, requisito fondamentale dell’habitat ospedaliero.
Protetto dalla pioggia, lo spazio gioca con essa, infatti grazie all’impluvio centrale a caduta libera, la pioggia pur non bagnando gli ospiti dell’ospedale crea suggestivi giochi d’acqua. Luogo stimolante, luminoso, trasparente, la naturale ventilazione è garantita dal distacco perimetrale delle facciate, scongiurando l’effetto serra.
L’eccellenza dei pannelli di Nespolo rappresenta all’interno del complesso ospedaliero un importante valore aggiunto capace di favorire la capacità attrattiva del luogo e testimoniando un’esaltante esperienza di simbiosi tra contenitore architettonico e contenuto artistico.
Con particolare attenzione e rispetto sul tema di malattia e disagio, Nespolo ha dimostrato grande sensibilità nei confronti dell’argomento. Già nel 1973 all’ospedale psichiatrico di Volterra con l’aiuto dei degenti realizzò due opere: una piramide carica di disegni e una gigantesca pillola di cartapesta, simboleggiante le cure farmacologiche, che, in una sorta di gesto purificatorio, venne bruciata in una piazza della città. Proprio in quegli anni, Nespolo sperimenta nel suo lavoro i LAMINATI ABET. Il risultato un’opera unica in cui campeggiano stampati su laminato tanti piccoli quadrati che contengono al loro interno differenti lettere; come negli arazzi di Alighiero e Boetti anche all’interno dell’opera di Nespolo le lettere compongono una frase: ancora per un secondo di amore. Ci piace pensare che dopo circa 30 anni, sempre stampato su laminati ABET, forse inconsapevolmente, sia stato portato lo stesso messaggio: l’amore per la vita!